Hobo (Bad Attitude) – Stoneage Romeos (Hoodoo Gurus)
Katoomba, Hey! Macumbah, Ho!
Umgawah! Hey! Ho! Hey-eh! Ah…
Leilani – crula-bula-ulladulla-wok-a-tai
Aba-laba-laba, Hut!
Erano ormai mesi che non scrivevo piu’ su questo spazio. I motivi sono stati I piu’ disparati, non ultimo una sorta di imbarazzo mista a senso di inutilita’ generale dello scrivere di birra. Se Talking about music is like dancing about architecture (cit?), pensate a cosa puo’ essere parlare di musica E di birra.
Oggi invece mi prende cosi’, sia per un periodo di stasi forzata al computer sia perche, piu’ formalmente, ho voglia di parlare di una birra ed un birrificio ai quali per vari motivi tengo molto. 
“Birra pensata per essere dissetante, per non richiedere eccesso di cognizione, per essere bevuta nei vagabondaggi serali lungo le strade“ la presi alla lettera quella presentazione, tanto che la prima volta ne ingollai una lattina sul treno che da Pianeta Birra mi riportava a casa, perso tra le nubi della mia ubriacatura e tra le decine di assaggi che avevo fatto precedentemente in fiera. Stesso approccio che ebbi al mio primo incontro con I Gurus. Periodo di amore selvaggio per il garage, ero sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di gruppi sempre piu’ sconosciuti e carbonari. Fu cosi’ che mi capito’ tra le mani questa compilation di garage australiano., che per inciso continuo ad ascoltare con estremo godimento nelle serate piu’ incazzate ed ignoranti.
Do The Pop e’ un quadro di quella che era la scena australiana negli anni ’80, fortemente influenzata dal garage-punk di matrice americana (revival del garage sixties) dal quale pero’ ne usciva questa band, Le Hoodoo Gurus (persero la desinenza poco dopo) che mi colpi’ con Leilani, un pezzo disallineato che ricalcava l’invaghimento di quei gruppi per I B-Movie ma ne esaltava la parte piu’ tribale, o per restare in loco, aborigena, sviluppandola in una musica rock’n'roll dai ritmi ossessivi e cori cerimoniali, facendola degenerare in una farsa nella miglior tradizione americana. 
Qualche anno dopo trovai in una bancarella il loro vinile di debutto, Stoneage Romeos: come c’era da aspettarsi I Gurus, seppur influenzati pesantemente dalla scena musicale di moda a quei tempi, andavano oltre: una sorta di Ray Davies degli anni ’80, Faulkner sviluppava nei suoi testi storie mai banali, personaggi e situazioni di un acume che raramente era stato inciso su quel genere di dischi.
C’era un’ironia in quelle liriche, una cognizione sviluppata per non richiedere eccesso di cognizione, che nella mia mente la lega alla Hobo, la IPA di Bad Attitude. Una birra che a primo impatto, come anche dalla descrizione, puo’ sembrare l’ennesima copiatura dello stile americano per eccellenza. E anche se cosi’ fosse, di certo non me ne lamenterei. Ma qui c’e’ dell’altro. C’e’ un bouquet di aromi avvolgenti, di frutta matura e pesche sciroppate, che promettono al naso e danno il loro meglio in bocca, sostenute da un’impalcatura fatta da una scelta di malti mai invadenti, di cereali che stuzzicano il palato e giocano ad esaltare il finale amaro lungo il giusto. Una birra per tutti, che non ha bisogno di essere capita per essere goduta, ma che lascia il segno anche per chi come me, senza modestia, ne sa apprezzare la storia ed il significato piu’ profondo.